Il Grande Bluff? NO (the Great Rock’n’Roll Swindle? NO)

mog

Qualche mese fa l’ormai autorevole mensile Outsider ha pubblicato un pamphlet del preparatissimo Trombetti in ordine alla grande truffa del punk; in un ottimo italiano l’articolista, che non ho il piacere di conoscere a differenza del grande Max Stefani, sosteneva, argomentando, che il punk (inglese) era null’altro che una operazione commerciale orchestrata dalla case discografiche per intercettare e possibilmente “far lucrare” gli interessi dei quindicenni inglesi ed a seguire, possibilmente, degli adolescenti di tutto il Mondo. L’articolo, scritto bene, obiettivamente fa riflettere e probabilmente avrebbe voluto iniziare un dibattito, senonchè il mensile di Max è – per ora- diretto ad un target di appassionati che pur apprezzando in larga parte il punk ed il post si ferma inesorabilmente al 1976 (pub rock etc.). Siccome l’umile scriba invece, pur leggendo avidamente di Peter Green (di cui non conosceva assolutamente NULLA), è nato musicalmente con il punk, qualche cosa mi sentirei di dirla.
Non concordo affatto sul “ tema fondante” di quell’articolo…. neppure dopo averci riflettuto per quasi un trentennio. Come tanti neocinquantenni mi sono a lungo confrontato con i canoni delle generazioni precedenti ed, è inutile negarlo, il breve periodo del punk e del post non può musicalmente competere con i vent’anni precedenti ma questo non toglie che quel momento (catartico direbbe qualcuno) abbia influito enormemente su quasi tutto quello che c’è stato dopo. L’affermazione è forte e si espone in primis ad una critica, che affronterò in un altro scritto (se ne avrò voglia), secondo cui comunque anche il punk sarebbe debitore del rock che c’era prima ed anzi ne sarebbe una trascrizione aggiornata solo nell’estetica (Stooges Mc5, NY Dolls, John’s Children etc); in parte (solo in parte) vero ma, come detto, non parlo del passato, poiché il motivo di questo mio scritto è il post.
Parto da oggi e dall’album del 2013 degli scozzesi Mogwai che credo molti come me considerano il massimo della ricerca nel rock odierno: i loro dischi a partire da Young Team sono una affascinante rilettura esclusivamente del periodo punk e wave e poco o nulla devono alla musica precedente; se in Rave Tapes l’ispirazione è kraftwerkiana (si è vero i tedeschi c’erano anche prima del ’77 ma furono VERAMENTE apprezzati solo dopo), nel loro capolavoro Come On Die Young (CODY per gli amici) il richiamo ai Joy Division ed all’estica dark, NON di maniera, è evidente e sublimata in episodi dove neppure i New Order degli anni ’80 hanno osato arrivare. Nel post rock non c’è nulla di pre punk: gli Slint, i Tortoise nell’elaborare la loro affascinante sintesi modernista si sono basati solo sull’ascolto dei suoni elaborati nel quinquennio 77-82 ed ogni richiamo al “rock of ages” è puramente casuale ovvero voluto nell’ottica di un suo totale superamento.
Se guardiamo a tutto quello che bene o male ascoltiamo (o per alcuni siamo costretti ad ascoltare) oggi, i riferimenti sono tutti lì: gli Arcade Fire, gli Interpol, i Liars, i Franz Ferdinand (a proposito gli XTC vi ricordano qualcosa?) gli stessi Radiohead partono da quanto allora venne seminato dai Residents, Chrome, dai the Sound, dai Cabaret Voltaire, dalla NO wave di NY e perché no, dall’hardcore punk, anche italiano (nessuno si azzarda ad analizzare l’influenza che i Negazione, forse, ebbero sui Nirvana?).
Se tanta ispirazione quel periodo ha oggi creato, delle due l’una o adesso siamo tutti rincoglioniti (e non posso escluderlo) e stiamo ascoltando solo “musica commerciale”, oppure –forse- quel periodo ha RADICALMENTE cambiato il gusto di più d’una generazione e ricondurlo ad una mera “indagine di mercato” è riduttivo ed ingeneroso.
Mi obiettereste infine: ma tu stai parlando della new wave non del punk ed io rispondo: certamente ma senza lo scossone culturale/sociale/emotivo del secondo la prima non ci sarebbe mai stata e forse ci beeremmo oggi –ancora- dell’ultimo album degli YES o dei Pink Floyd….. accidenti che gaffes dopodomani esce veramente il loro nuovo lavoro, che sicuramente si inserirà benissimo nel trend TV iniziato da the Walking Dead e sublimato da Les Revenants (a proposito ascoltatevi la colonna sonora dei Mogwai).

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~ di lexspeed su ottobre 20, 2014.

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