LO STATO DELLE COSE (CD perfect sound forever?)

Se questo come tanti altri blog si occupano di musica analogica, se i pubblicitari hanno scoperto che inserire un giradischi sullo sfondo di una ambientazione è cool e fa vendere di più, se i dati dell’industria discografica americana ci dicono che nel 2010 l’unico media che -in tempo di crisi- ha aumentato il suo fatturato è stato il vinile, se nelle fiere ed nei mercatini dell’usato (che non rientrano nelle statistiche commerciali) si vendono 10 vinili per ogni cd… una ragione ci sarà: l’analogico è risorto. Alla base di tale rinascimento però a mio parere non ci stanno solo ragioni affettive o revivalistiche ma anche solide ragioni di profitto . I miei tre lettori mi perdoneranno se divergo dal tema del blog ma vorrei esporre il mio pensiero: gli operatori commerciali si stanno accorgendo di essersi fatti male da soli nello spingere la digitalizzazione; se infatti negli anni ’80 sostituire l’LP con il cd ha procurato un consistente lucro per i produttori, facendo acquistare i nuovi lettori ed il nuovo media a carissimo prezzo (mi ricordo che i primi cd costavano in Italia venticinque anni fa lit.27.000, cioè attuali € 14 ed i primi cd player a 14 bit 900mila lirette),  oggi i discografici ne pagano le conseguenze, peraltro inevitabili ma secondo me per buona parte impreviste. Oggi, è inutile negarlo, posso scaricare gratis (commettendo un reato o un illecito a seconda delle legislazioni) qualunque album voglia, in mp3 (da quest’anno anche a risoluzioni più alte) e dunque al di là del fatto che mi viene la nausea ad ascoltare fugacemente tanta musica, divento geneticamente meno predisposto all’acquisto di software, anzi nelle generazioni più giovani l’acquisto di un cd è considerato del tutto residuale rispetto alla ricarica telefonica, unico dio incontrastato. Ai nostri tempi il telefonino non c’era ma c’era il vinile che potevi registrare sì su cassetta (ricordate il brocardo home taping is killing music?) ma mai riprodurre bit perfect e l’industria discografica aveva notevoli fatturati comunque. Oggi TUTTI i negozi di dischi sono chiusi o in crisi e si va verso un medioevo del settore ove solo piccole realtà ultraspecializzate potranno sopravvivere, con margini ridotti. Ecco dunque che a mio parere i discografici stanno ricorrendo all’ultima arma a loro disposizione, far risorgere il vinile che per l’inciso –si sono accorti?- non era mai morto; ecco che piano piano fanno uscire edizioni limitate (o presunte tali) su vinile vergine (uhm uhm) a 180 gr. (facciamo a chi ce l’ha più pesante..) e lo immettono a caro prezzo sul mercato (30/40 euro) a cifre che oggi non si sognerebbero di chiedere o imporre neppure per il cd  più lussuoso. Tra breve stamperanno edizioni viniliche a prezzi più bassi, peraltro con qualità medio-bassa, visto che comunque si tratta di un suono analogico “finto” perchè tratto da master digitali e visto che hanno rottamato signori studi di incisione analogici e fabbriche sofisticatissime di stampa vinilica e, forse, per un pò potranno sorridere…. ma caveat! Così come hanno fatto morire il vinile quando era al massimo della sua tecnologia, così stanno facendo morire il cd quando questo massimo ha forse anch’esso raggiunto (oggi i cd suonano bene ragazzi… se avete un buon impianto) e dunque tra breve le parti si invertiranno ed i cd diventeranno da collezione ed i “nuovi” vinili si collocheranno come fenomeno commerciale di moda, rilevante ma non dominante, perchè –purtroppo- la compressione mp3 et similia avrà definitivamente distrutto le orecchie della generazione dei giovani acquirenti e modificato le abitudini commerciali.

A noi buongustai ed a qualche sbarbo illuminato non rimane che goderci le vecchie incisioni punk a 45 giri ed ascoltare i file in alta risoluzione (24/196), pagandoli…..

–   A SEGUIRE ..LO STATO DEI GIRADISCHI

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~ di lexspeed su aprile 1, 2011.

4 Risposte to “LO STATO DELLE COSE (CD perfect sound forever?)”

  1. Una analisi perfetta. L’ingordigia non paga. Ed ora a piangere contro chi scarica mp3. Ma la cosa peggiore è che con la grande facilità e disponibilità di materiale si è persa la voglia di ascoltare musica vera: si vogliono solo melodie facili e motivetti orecchiabili.

  2. notizie sulla reperibilità in italia

  3. informazioni sulla disponibilità

  4. @elio: di cosa?

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