ПДИКОВ

Una domanda sorge spontanea: quali erano i gruppi italiani, nella prima metà degli anni ’80, più conosciuti in Europa? Ognuno potrebbe dire la sua ma se facciamo un referendum molti –forse la maggioranza- risponderebbero i Gaznevada ed i Litfiba. Riceverebbero dal sottoscritto netta smentita in quanto questi erano forse i gruppi più conosciuti in Italia ma in Europa c’era un gruppo bolognese più famoso dei Gaz ed uno fiorentino più noto di Pelù & Co…. i Nabat ed i Pankow!

I primi hanno costituito una delle bandiere dello skin continentale mentre i secondi addirittura vengono additati come i precursori della svolta EBM dei Depeche Mode!  In realtà l’EBM nella prima cinquina degli anni ’80 non esisteva e dunque qui si vuole indicare come i Pankow fossero stati tra i primi ad aumentare le battute di quell’electro beat che dai The normal in poi ha dominato in eurozona (v. mio vecchio post i Fratellini degli uomini macchina).  Probabilmente vi è una certa enfasi in tutto ciò, in quanto già nel 1981 i D.A.F. con Der Mussolini avevano spalancato la via e nei loro esordi i Pankow pagarono pesanti  tributi proprio allo stile del duo tedesco a cominciare dal nome, indicativo, di un quartiere di Berlino est  mooooolto alternativo già nella DDR (poi omaggiato dallo splendido live dei CCCP “Live in PUNKOW”). Ciò non toglie che la loro prima opera, la cassetta per l’Electric Eye sia un’opera già matura e soprattutto come il loro esordio vinilico del ’84 ci presenti già un gruppo compatto con notevoli spunti compositivi ed esecutivi: negli anni ’80 era difficile (rectius impossibile) sentire una produzione curata come God’s Deneuve, il loro 12” che riascoltato ancora oggi può essere considerata addirittura una incisione audiophile per la chiarezza e la profondità dei suoni; un plauso poi alla ottima voce, vero punctum dolens dei gruppi italiani i cui valorosi cantanti  spesso litigavano non solo con il pentagramma ma anche con la pronuncia inglese, vizio quest’ultimo che permane ancor’oggi visto che i nostri ragazzi, nel mondo, sono tra quelli che parlano peggio l’inglese rispetto ai coetanei (fatemi fare un pò il bacchettone!). L’ispirazione daffiana peraltro non venne mai celata dai nostri che erano soliti concludere i loro live act con una furiosa versione di Der Mussolini, anche se ancor più famoso e pregevole era il loro omaggio al precursore di tutto, Mr.Mute Records, la cui Warm Leatherette  è resa ancora meglio che l’originale. Particolarmente longevi rispetto alla fulgida meteora dei Nabat (le cui gesta peraltro risuonano ancora nell’eternità), i Pankow pubblicarono sino al 2002 ma dal punto di vista collezionistico, dopo il loro split single con i Diaframma (all. Fanzine FREE € 150) poco da segnalare…. se non che probabilmente resero al mondo l’edizione più lussuosa e lussuriosa di un disco di sempre: mi riferisco alle 100 copie del loro LP Gisela  con copertina in marmo (di carrara?) e lettering in oro 25 K (non 18…25!). Non l’ho mai vista, neppure in foto, qualcuno potrebbe omaggiarmene una copia? Fotografica ben s’intende, visto che non può neppure essere quotata.

 

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~ di lexspeed su dicembre 22, 2010.

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