Etichette (Italian punk Labels)


Ecco qui un excursus sulle nazional-etichette del periodo; si tratta di piccole o piccolissime label, la maggior parte sono delle one man label; a questi pionieri dobbiamo il tentativo di diffusione della nostra musica.

Un doveroso omaggio.

Attack Punk

BOLOGNA. Forse la più nota, sicuramente la più seminale ed innovativa anche nella grafica e nel packaging, ricordate i loro vinili colorati, gli inserti a più pagine, le copertine evocative?  V.Schiavi nella città più libera del mondo ma soprattutto i primi CCCP

Totò alle prese coi dischi

BOLOGNA /FIRENZE. Nata da una costola della Attack per opera di Laure de lauris (RAF PUNK),  si distinse per il totale appoggio all’hardcore e per non aver mai pubblicato alcuni split che oggi costituiscono il santo grail della scena italiana…. V.anche Rivolta dell’Odio, I Refuse, Truzzi Bros, IRHA

Chaos Produzioni

MILANO. L’etichetta HC dei Wretched, secondo il sottoscritto il loro primo LP fu il primo ’33 giri totalmente autoprodotto in Italia, era il 1984 si chiamava Libero di Vivere, libero di morire. V.anche Solo Odio degli Impact

C.A.S.

BOLOGNA. Fondata dai Nabat è oggi l’etichetta totemica le cui produzioni raggiungono il più alto valore collezionistico. Inutile soffermarsi, nel blog la trovate pluricitata.  V.anche  la compilation Quelli che urlano ancora…. qualcuno ha la prima stampa??

Spaghetti Records

MILANO. Forse la più commerciale  ma anche la prima ad accorgersi del fenomeno punk. Ottime le produzioni di Decibel e Judas.

Italian Records

BOLOGNA. Quasi una multinazionale rispetto a tutte le altre. Il capolavoro di  Oderzo; diede appoggio e linfa ad altre micro etichette quali la MMMMHHH degli Stupid Set. Standing ovation!! V. Gaznevada, Confusional Quartet , Great Complotto, Neon  etc.etc. etc.

Harpo’s

BOLOGNA: La più antica, la mamma dell’Italian, ma i primi Skiantos e Gaznevada-Centro d’Urlo metropolitano non si dimenticano.

Nice Label

La creatura di Red Ronnie. Dite pure quello che volete… per me la più suggestiva: C’est Disco dei Rats, la compilation Mission is Terminated con i Throbbing Gristle e la montante scena electro italiana, i  Frigos/O-zone, uno split single che ce lo invidiano ancora in Germania!

Cramps

MILANO. Una etichetta storica della musica “diversa” italiana, anche se un pò frikettoni, produssero la bella serie multicolour di Rock 80, con Skiantos, Windopen, Kaos Rock, Dirty action etc.

Nuova Fahrenheit

UDINE. Legata alla omonima anarco-fanzine era, per destinazione, molto avant. Pochi ma buoni quelli scelti da Punkrazio: il primo Eu’s Arse ma anche una tape “autogestione” con i Warfare e gli Impact.

L. M.

RAVENNA. Tipica one man label, le iniziali sono quelle del  conduttore di un noto negozio (discheria) musical-romagnolo, Luigi Mazzesi, sottovalutato in ambito punk (forse perchè icona dei metal) ma produsse il ’33 Third World War dei  SIB, per molti il miglior disco di punk italiano su lunga distanza. V.anche il primo Surprize, i Central Unit ed il seminale duo Flo & Andrew.

Electric Eye (Sorge)

PAVIA.Che dire di fronte a MR. Rockerilla? L’uomo che portò al mondo i Not Moving… ma anche i Pankow (su nastro).  Ricordata anche per Gathered, la prima compilation indipendente italiana … o fu il Great Complotto?

High Rise (Guglielmi)

ROMA. Che dire di  fronte a Mr.Mucchio Selvaggio? Io mi tengo gli Shotgun Solution e vi lascio il resto. Distribuita dal mitico negozio della capitale  Disfunzioni musicali. V. anche Gang e Technicolour Dream.

Contempo

FIRENZE. Morta ed oggi risorta. Se la città del giglio fu quello che fu nei primi anni ’80 il merito è anche loro. V. Pankow, Militia.. e riuscirono anche a produrre un Yassassin dei Litfiba.

Meccano

TORINO. Anche questa è anzianotta ma il bello è che Giulio Tedeschi passò da un Righeira d’annata ai Rough ed ai Raw Power senza batter ciglio. You are the victim la sua summa produtio (anche per valore collezionistico) ma non dimenticate i Bloody Riot.

T.V.O.R.

MILANO. Dalla Fanzine al vinile il passo fu breve ed i kids non delusero per attenzione alla qualità delle loro produzioni. Il vinile celeste di Osservati dall’inganno degli Indigesti brilla ancora sul piatto!

Blu Bus

AOSTA. Label dei Kina. Not my cup of tea. V.anche Franti.

Ps. Per favore non chiamatele indie label!

Aggiunte:

Industrie Discografiche Lacerba

FIRENZE. La Sordide Sentimental italienne, per estetica, gusto e fanzine allegata. Lo split Diaframma/Pankow la loro prima uscita.

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~ di lexspeed su aprile 7, 2010.

5 Risposte to “Etichette (Italian punk Labels)”

  1. ricordo la BLU BUS:una storia più che ventennale,con decine di autoproduzioni,nella scena anarchica ed hardcore italiana.

  2. ma la Electric Eye non era a Pavia? Ne sono quasi certo…

    • la Electric Eye era di Pavia e, purtroppo molti l’hanno dimenticato, ha prodotto anche il mitico demotape dei BAHNHOF “February 82”.

  3. corretto, graziwe.

  4. la Meccano Records ha prodotto il primo vinile Oi! italiano: il 7″ dei ROUGH “Torino è la mia città” (1982), uscito alcuni mesi prima di “Scenderemo nelle strade” 7″ dei Nabat.

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