Deep Friùl

 

mappa_friuli_venezia_giulia

Questa regione veniva ed ancora viene troppo spesso dimenticata a livello di cronaca o meglio è ancora oggi ricordata come il luogo della penisola dove gli abitanti seppero risollevarsi ed addirittura migliorare la loro condizione a seguito di un evento funesto come il terremoto del 6 maggio del 1976.

Il sisma non portò, dunque, solo dolore e distruzione ma i mesi che seguirono costituiscono un esempio –perdonatemi l’enfasi- di come  una nazione possa reagire a testa alta alle peggiori disgrazie. Tra i frutti più o meno indiretti del periodo non possiamo nascondere che proprio il Friuli seppe dare luce alle primissime autoproduzioni punk ed hardcore d’Italia: infatti, Pordenone, Gorizia ed Udine diedero i natali, a rispettivamente, nel 1978 al monumentale split Ep dei Tampax /Hirtlerss, al coevo primo singolo di musica punk dell’ex Yugoslavia l’oscuro 7” lepi in prazni (Skuc rec.) dei Pankrti ed alle gesta degli apripista  Eu’s Arse, che pubblicando nel 1982 l’Ep Lo stato ha bisogno di te? Bene, fottilo  costituiscono insieme all’introvabile split EP Wretched/Indigesti (solo menzionando questo titolo molti collezionisti proveranno un fremito oscuro) la prima espressione hardcore dello stivale. Ognuna di queste produzioni ha delle particolarità tali da renderla un unicum nel panorama internazionale, mi basterà ricordare che lo split Tampax/Hitlerss costituisce il primo disco realmente autoprodotto della storia musicale italiana e tra i primissimi  dell’europa continentale, tanto che nelle note interne di copertina era riportato il tempo impiegato a inciderlo, limitato a soli   quindici minuti causa il costo della sala… e probabilmente questa è stata la fortuna dei due gruppi del Great Complotto, costretti per mero calcolo a suonare d’impeto (buona la prima) e soprattutto velocemente, aprendo (forse) involontariamente la strada al punk HC ad alta velocità degli anni a venire:  andate a risentirvi il crescendo rossiniano di “tampax (in the cunt).

Meno nota qui da noi è la storia dei Pankrti (bastardi in ita) che riuscivano a fare punk al di là della cortina di ferro (pur con le dovute proporzioni trattandosi comunque di un paese non aderente al Patto di Varsavia); cosa non facile visto che la vulgata della prima ora voleva il punk una musica di ispirazione addirittura neonazista; comunque, lode alla nostra “democrazia” che seppe accoglierli e fargli incidere a Gorizia (città che -non dimentichiamo- ospitò uno dei pochi concerti dei Dead Kennedys in Italia) il loro primo singolo/tributo a Pretty Vacant dei Sex pistols.

Anche Udine, sia pure qualche anno dopo, passa alla storia e gli Eu’s Arse tra i primi riescono a traslare il punk midtempo degli esordi alla velocità che caratterizzerà tutto il punk italiano degli anno ’80, rendendone i vari protagonisti  figure idolatrate (ex post) a livello d’oltremare: tanto per darvi un esempio provate a mettere all’asta cinque 7” di etichette indie inglesi, americane ed italiane del 1982 e vedrete quali raggiungono la quotazione media più alta.

 punkrtieus

 

 

 

 

 

 

 

Ma Trieste, mi chiederete….. quella aveva FRANCO! 

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~ di lexspeed su marzo 19, 2009.

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