Bologna…. il Rock?

Vinile e Felsina sono due nomi da sempre intimamente legati: da Bologna sono uscite le prime autoproduzioni, i primi agitatori, i primi radio dj, i primi gruppi punk e post; da qui è fermentato il movimento cultural-musicale di fine settanta poi definito “alternativo”; qui si è tenuto un festival rock che a quel movimento cittadino faceva diretto riferimento, il Bologna Rock del ’79.

Qualche dato: giorno 2 aprile 1979, ore 19:00, luogo Palasport di Piazza Azzarita, prezzo biglietto lit.2.000, pubblico poco meno di 6.000 (ma il dato non è certo),  slogan “non succedeva da cinque secoli”, gruppi presenti Gaznevada, Confusional (jazz rock) quartet, Andy j forest, Windopen, Skiantos, Bieki, Luti Chroma, Cheaters, Naphta, Rusk and Brusk e Frigos (la partecipazione di quest’ultima  band è peraltro ammantata di mistero).  Leggendone i nomi  troviamo, in pratica, quasi tutti quelli che in Italia avevano allora pubblicato (magari solo in MC) qualcosa; oggi, quel “qualcosa” è diventato un oggetto di venerazione o più modestamente da collezione.

Partiamo dal massimo culto: a mio parere, la produzione artisticamente più rilevante del lotto (e non solo) faceva capo ai Gaznevada, che allora in analogico potevano sfoggiare solo una MC della Harpo’s ma a breve ci avrebbero allietato con il singolo d-e-f-i-n-i-t-i-v-o “Nevada Gaz”  ed il primo –insuperato- LP “Sick soundtrack”; qui sotto ecco pronte le polaroid dei magnifici  5 contenute nelle prime edizioni del disco, insieme ad un 45” di Billy Blade.

 

A seguire, invece, gli storici Skiantos avevano già dato alle stampe per la Harpo’s i 33” Inascoltabile e MONOtono ed il singolo Io sono un autonomo/Karabigniere Blues  e si accingevano a pubblicare il terzo disco Kinotto, che ricordo comprai quell’anno stesso con la mamma alla Standa (…quando si dice alternativo).

I Confusional (qui vi faccio un regalo e vi posto tutte le copertine dei loro lavori ) esordiranno da lì a poco,  nel 1980,  con  il  curioso singolo/cover  “Volare”.

 

 

A seguire il vinile omonimo

 

Poi il rarissimo 10”

 

Ed infine i promozionali 3 flexy “Documentario”, ormai nell’olimpo dell’introvabilità (addirittura senza quotazione per quanto mi risulta), front cover

 

ed inner cover

Indimenticabili per qualità artistica i Luti Chroma, che avevano uscito (come direbbero a Napoli) l’anno prima su Introvabile Records (nomen omen!) il primo singolo di ispirazione bowiana “Lucy Foster” e poco dopo avrebbero dato alle stampe il loro unico LP, che mi permetto di fotografarvi e modestamente segnalarvi per lo spessore compositivo di musica e testi (emo core ante litteram) e non tanto per la sua relativa rarità.

 

Simpaticissimi poi i Windopen che punkeggiavano già con il loro primo hit “Sei in banana dura” (tipico esempio del neo dialetto giovanile bolognese), di lì a breve pubblicato in 7” dai tipi della Cramps, eccoti il loro vinile giallo, come avrebbe detto allora un imberbe Red Ronnie dalle frequenze di radio BBC di Bologna (oppure era  Radio Bologna Notizie?)

 

Quel  Red Ronnie che, nel 1981, avrebbe prodotto e pubblicato per la sua etichetta privata Nice, lo split Frigos / Urok, in vinile blu, allegato alla fanzine dell’allora “mitico dj”.

 

 

 

Aveva, infine, in uscita il primo LP, The List, il bluesman Andy J Forest dalla carriera lunghissima, anche se, oggi come ieri, è lecito chiedersi che c’azzeccava?

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~ di lexspeed su settembre 1, 2008.

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