Svalutescion?

Qualcuno dovrà prima o poi spiegarmi il perchè delle quotazioni ormai assurde raggiunte dai vinili di gruppi italiani del periodo punk o post. Posso concordare sul fatto che si tratti di poche uscite, stampate, in gran parte, in pochi esemplari (v. sotto le sole 350 copie del bootleg dei Nabat generazione 82, su Mr. Clean 001 USA) ma la considerazione non giustifica pienamente il prezzo che molti si peritano (legittimamente, secondo quanto ebbi ad affermare nel precedente post) di richiedere per le “primizie italiche”.  

Non credo si possa  valorizzare l’alto contenuto artistico delle suddette produzioni, visto che pur esistendo degli esempi (pochi) non privi di un certo, se non notevole, contenuto a livello di musica e di testi, tutte le nostre produzioni  -siamo sinceri- escono musicalmente perdenti dal confronto con i coevi gruppi d’oltre manica, ovvero se parla di elettronica, con quelli tedeschi.  Premetto, anche, che alcuni singoli di culto inglesi (leggi ancora i miei precedenti post) hanno raggiunto prezzi inarrivabili anche per le italiote pubblicazioni ma è pur vero che si parla di  vere e proprie gemme, che, invece, il post punk italiano non ha mai partorito, se escludiamo forse le oscure hit venute alla luce nel quartiere San Donato dal gruppo più sottovalutato della new wave mondiale, gli Absurdo (v. sotto l’unica traccia del loro passaggio su questa terra -a parte una introvabile (un esemplare!) cassetta auto prodotta- consistente in tre brani ospitati nella seminale compilation della Italian Records REF.907).

Una spiegazione, allora, proverei a darla nella considerazione che, contrariamente a quanto si pensi, i veri e facoltosi collezionisti sono italiani o comunque risiedono nella pen-isola (non in quella giapponese) e non  più  tra i cittadini USA, ormai troppo preoccupati a pagarsi i pieni di benzina.  Corollario di quanto detto è la considerazione che in Italia l’inflazione percepita è maggiore di quella reale (che peraltro a sua volta viene alimentata da tale percezione) e dunque oggi i venditori di produzioni nazionali tendono a sopravvalutare il valore delle loro collezioni, anche per la semplice ed  innegabile considerazione che le aste su Ebay vedono sempre più d’una offerta allorquando vengono battuti produzioni della Attack punk (es. CCCP v. sotto la soviet label del loro primo LP Affinità e differenze….), della C.A.S. (Nabat) e sinanche della Spaghetti Record (Decibel).

 Assistiamo dunque ad un fenomeno per cui il valore commerciale di un disco non corrisponde né al suo valore artistico né alla sua oggettiva rarità ma è determinato unicamente da fattori emozionali; allorquando il mercato registra questi avvenimenti, giocoforza temporanei, esiste chi ci guadagna e chi ci perde non secondo le logiche del giusto profitto ma secondo logiche di pura sorte e quel che è peggio si disincentiva il valore di “investimento” dell’acquisto vinilico: in pratica (mi rendo conto che sto brutalizzando una passione) se oggi pago ottocento euro per An Ideal for living dei Joy Division, posso prevedere che questo investimento me ne frutterà mille tra qualche anno ma se pagassi oggi duecentocinquanta euro per Inascoltable degli Skiantos, facilmente tra qualche anno il valore rimarrebbe invariato, vuoi perché tutti i collezionisti l’avranno già nella loro discoteca vuoi perché, dopo che lo hai messo sul piatto una volta (pur non senza una certa commozione per i tempi che furono all’ombra delle due torri), difficilmente lo riascolti… d’altronde non si può dire che Freak antoni & Co. non ci avessero avvertito sin dal titolo!

NB: questo post merita un aggiornamento: anche nel 2009 il trend delle produzioni italiane è in ascesa ed ormai le aste internazionali multiple vedono offerte di un certo rilievo quasi solo per le stampe italiane, dunque il fenomeno si è rafforzato e probabilmente quanto scrissi solo qualche mese fa per gli skiantos è errato dal punto di vista dell’esame del dato economico; confermo però la mia valutazione sul lungo periodo.

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~ di lexspeed su giugno 17, 2008.

5 Risposte to “Svalutescion?”

  1. Ciao, dopo aver letto questa piacevole testimonianza, mi rimane un atroce dilemma da risolvere: come fai a conoscere così bene gli Absurdo, tanto da sapere che provavano/registravano in quel di S.Donato e che esiste pure una cassetta pre-REF 907? Te lo chiedo perchè ho avuto la (s)ventura di essere uno di loro e trovare sul web un riferimento così specifico (e complimenti così enormi) mi ha fatto nascere un sorriso ebete ed indelebile in volto. Secondo me ci conosciamo…

    ciao, Gabriele-Giga-Gardo

  2. caro giga, te lo dico solo se mi procuri una copia della mitica cassetta. ciao

  3. Eh, magari. Di quella cassetta non ce n’è più traccia, copia unica mollata a Enrico Serotti per darla a Gitti & Co. Potrei corromperti con una copia in doppio CD della robazza primi Absurdo, con Claudio Trotta alla batteria. Registrati da puzza, però un “bel” documento d’annata…

  4. Scusate se m’intrometto, ma la cassetta dei Banhof, non ce l’ha nessuno????

  5. Riguardo Nabat “Generazione 82″ 7” 1992 Mr Clean Records che citi nel tuo articolo, la tiratura totale è questa:
    – 100 copie in vinile arancione
    – 100 copie in vinile grigio
    – 350 copie in vinile nero

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