Uomini seminali (seminal men)

No, tranquilli, il blog non ha cambiato target per dedicarsi a questioni etiche, semplicemente oggi voglio parlare di due  musicisti che hanno diversamente inciso nel post punk sebbene entrambi in maniera indelebile e, così, lavorato per le future generazioni.Il primo è Helios Creed, chitarrista dei Chrome, from San Francisco – USA.Il secondo è Peter Hook,  leggendario bassista dei Joy Division prima e dei New order dopo.Ma intanto  qualche copertina:

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questa qui sopra è quella del secondo album dei Chrome “Alien Soundtracks” (su Siren), oggettino abbastanza ricercato sul piano collezionistico e con quotazioni in ascesa, il cui titolo è altamente evocativo: infatti, i Chrome da subito avevano inteso connotare la loro musica attraverso l’uso totale di distorsioni chitarristiche, di batterie elettroniche sovrapposte a batterie tradizionali pesantemente filtrate, il tutto intervellato da brevi cantati spasmodici ed alienati al fine di ottenere, per lo più, brevi squarci musicali ricchi di idee e dal sapore epico. Una menzione appena merita il primo ricercatissimo album, The Visitation (su et.Siren) in cui, peraltro,  il nostro Creed era assente e di cui vi mostro la riproduzione della seconda edizione, la prima, fatta “in casa” con lo spray, francamente non chiedetemela!

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Vero è che la summa della loro ricerca ed innovazione sta soprattutto nel terzo album del 1979, Half Machine Lip Moves, di più semplice reperibilità, dove le innovazioni presenti nei primi due lp raggiungono una compiutezza assoluta unita ad una maturità compositiva esemplare. Dentro questo disco ci sono in apparenza undici brani ma ci sono almeno trenta melodie (non bucoliche chiaramente) ed un numero di idee soniche che ancora oggi meriterebbero di essere approfondite, si veda ad esempio tutta la prima facciata dove, in continuazione,  lancinanti intuizioni chitarristiche squarciano una ritmica blues.

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Ma non di sola ricerca vive l’uomo e si può essere innovativi anche vendendo un sacco di dischi, anzi vendendoli proprio perché innovatori (oggi, francamente non  succede più, se è vero che i migliori gruppi indie Arcade Fire ed  Interpol esibiscono fieramente le loro matrici post punk)… ecco allora già sento il giro di basso più contagioso di tutti i tempi (alcuni pre punk mi obbietteranno ma allora il giro di Another one bites the dust dei Queen dove lo metti ed io rispondo, andate a sentirvi lo stesso giro in Good Times degli Chic!). In realtà, poco prima dell’attacco del basso, il 12” dei New Order si inizia con un allettante  coretto di voci “campionate” ma qui siamo già alla citazione e che citazione, torniamo agli Uomini Machina ed al loro URAN, contenuto in Radioaktivitat: un minuto di quelle stesse voci campionate..ma otto anni prima! Il basso, invece, è bello ed originale (anche se alcuni ci sentono echi di You make me feel di Sylvester), e Hook stesso lo aveva già più che abbozzato nell’ultima traccia della side A di Power Corruption and Lies, terzo LP dei New Order, pubblicato in contemporanea con una copertina molto arty, che merita l’acquisto solo per poterla apprezzare de visu e che, prevedo, aumenterà di molto le basse quotazioni odierne.

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Dimenticavo…. si tratta di Blue Monday, il 12” più venduto nella storia.

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~ di lexspeed su febbraio 27, 2008.

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