I sottovalutati (underrated + a quiz)

•gennaio 22, 2010 • Lascia un commento

Torniamo, dopo l’ubriacatura di italo punk, alla mia primigenia passione, il post punk inglese; allora, ricordo, noi teen agers eravamo tutti presi dai Joy Division, i Cure ed i Bauhaus e pertanto lì confluivano le nostre ridotte finanze. Pertanto quando nel 1980 uscì il primo disco dei The sound, accompagnato da ottime recensioni, un pò lo snobbammo ritenendo il gruppo dei semplici follower dei magnifici JD.  Oggi che i followers sono di  moda  (White Lies, Interpol, Editors) i The sound (insieme ai Section 25) sono stati recuperati dall’oblio ed in effetti quello che appena intuivamo (i loro primi 2 LP sono ottimi) si è materializzato sotto i nostri occhi: i The Sound sono i veri precursori (sia pure non originali) della messe di gruppi che dal 2000 in poi si sono rituffati nelle sonorità dark-wave!

Lo affermo con cognizione di causa, oggi, i loro due dischi Jeopardy e From the lion’s mouth sono i veri modelli che hanno ispirato gli attuali gruppi di successo… (forse anche perchè i dischi dei JD stavano troppo in alto per qualunque altro gruppo).  Non mi dilungo sul  perchè sia così,  i lettori di questo blog sono troppo  smaliziati ed esperti, basterà che ascoltino i due dischi citati e li confrontino con gli epigoni, traendo da sè le conclusioni su questa mia imperativa osservazione

Ma la loro ingiusta sottovalutazione non è data solo da questo: il loro leader Adrian Borland militava prima, agli albori del punk, in un altro gruppo –ancora più sottovalutato ed oggi completamente dimenticato- gli Outsiders che si fregiarono di due LP ed un EP. Ebbene il loro primo LP è –reggetevi bene- il primo 33 giri autonomamente prodotto (pre-indie) della storia del rock inglese! In pratica se il primo 7” autoprodotto è quello dei Buzzcocks di H.Devoto, Calling on Youth degli Outsiders è il primo LP partorito da un gruppo senza l’ausilio di una casa discografica, era il 1977!

L’importanza etico/ morale dell’evento è rilevantissima e noi appassionati collezionisti indie non possiamo certo sottovalutarla e dunque tributiamo alla produzione the Outsiders una considerazione almeno pari a quella dei successori The Sound. Ipse dixit.

Ora un quiz: Se lo split Hitlerss/Tampax fu il primo 7” autoprodotto in Italia, quale fu da noi il primo 33” ????

Gruppi spalla (backing groups)

•gennaio 12, 2010 • 2 commenti

Forse il nostro rock italico (quello analizzato dal blog ovviamente) non ha partorito figure di levatura mondiale…. e magari è un bene, visto la fine che hanno fatto gruppi del calibro di U2,  Spandau Ballet, Alice in Chains (una fetenzia il loro cd della reunion), ma sicuramente nel periodo d’oro di inizio anni ’80 i nostri hanno “aperto” molte interessanti tournè; ecco qualche gustoso ricordo (se qualcuno ne rammenta altri è pregato di postarli).

Non possiamo non iniziare con Not Moving che aprono il concerto dei Clash a Milano nel 1984 di fronte 12.000 (spazientite) persone; poi gli stessi Not Moving introducono con maggior fortuna tre date del  tour di Johnny Thunders, loro (e non solo loro) mentore. Ecco i Surprize comparire al primo concerto a Bologna dei neo costituiti New Order  nel 1982 ed i Neon al primo tour dei Simple Minds nel  1983. Questi ricordo io…ma non posso dimenticare lo storico rifiuto dei Nabat a Berlino di suonare come gruppo spalla degli Exploited, ovvero la mancata apertura dei Surprize al concerto annullato degli Spandau ballet,  sempre a Bologna nel 1984.

All’opposto che dire dei nostri Raw Power, che invece ebbero loro quale gruppo spalla nientemeno che degli imberbi  Guns and Roses ?

Sic transit gloria mundi

Oi, oi, oi…che mal ! (Pay noi! more then..)

•dicembre 4, 2009 • Lascia un commento

Il mercato dell’italo “punk” oggi è dominato, nelle quotazioni medie, dai dischi di oi!, poichè il movimento skin è ancora vivo nel nostro sistema e, piaccia o no, attrae ancora molti giovani; di conseguenza le prime produzioni a 7” del genere vengono considerate delle reliquie ed i fans a volte si fanno tentare dal volerne possedere, a mò di icona, almeno una,  sborsando così laute cifre. Il mercato ne approfitta ed il risultato sono le richieste astronomiche; noi proviamo a darvi delle quotazioni oltre le quali il “giovin testa rasata di belle speranze” non dovrebbe mai spingersi: sarà ridicolo ma tentiamo un “non pagare più di…” di vecchia maniera ma aggiornato alla global economy del secondo millennio, ben sapendo di suscitare le ire di coloro che ritengono indegna la mercificazione del punk, nato su ben altri presupposti (ne abbiamo già parlato un annetto fa).. a costoro rispondo che invidio la loro ostentata purezza, che –nel mio piccolo- i miei dischi non li vendo a nessun prezzo e mi auguro che altrettanto facciano loro.

Nabat, Scenderemo nelle strade, non più di € 350 (attenzione: le ultime aste di questo disco nel 2009 sono state molto più basse, ma si trattava di truffe… )

Nabat, Laida Bologna, non più di € 160

Basta, Non posso sopportare, non più di € 120

Cani, Guai a voi, non più di  € 250

AAVV, Skin and Punk EP, non più di € 230

Rough, Torino è…  non più di € 100

Hope and Glory,  s.t. , non più di € 90

Plastic Surgery,  Rivolta, non più di € 90

Bloody Riot,  First EP, non più di € 70

Klaxon, The kids today, non più di €70

Con la precisazione che, muovendosi bene in asta,  potreste spuntare qualche decina di euro di meno


Hardcore e basta

•novembre 11, 2009 • 2 commenti

negaCon questi tredici ritengo di avere esaurito le mie recensioni/quotazioni sull’italo punk… mancherebbe ancora qualcosina, ma insomma!

1)Declino – rivolta e negazione 1983 7” autoprod. € 200

Una delle tre incisioni fondamentali dell’HC (le altre due decidetele voi), una delle due copertine più belle (altra v.Rappresaglia)…altro?  sì, solo 500 copie

2)Tiratura limitata/shocking TV – milano  1983 EP 7” autoprod. € 120

Prove tecniche di HC meneghino

3)Peggio punx – disastro sonoro 1983 EP 7” peggio rec. €120

Che erano crassiani lo sappiamo, che si chiamarono poi solo Peggio, anche…. wikipedia deve correggere l’anno era l’83 e non l’82 (anno in cui venne registrato)

4)Stigma – panic square  1985 EP 7” Rat Race rec € 120

Già inserito nei miei 15 più belli, forti influenze stoogesiane MA aggiornate, tanto da farmelo ricollocare nella categoria del “post HC”; pare solo 500 copie

5)Aavv – 4xA Axtutti 1984  EP 7” A rivista anarchica € 100

Allegato alla rivista A..o la rivista era allegata al singolo? Quotazione data dalla presenza dei Raw Power. Vinile rosso.

6)Negazione – tutti pazzi 1984 EP 7” autoprod. (subvert) € 100

Beh!

7) Tampax O’Dio 1986  45 Fantasma Rec €100

One side single (a parte le prime otto copie rarissime in cui sulla side B c’era un demo). L’ultimo urlo di Pordenone… ma si è sentito, eccome se si è sentito! Testo intraducibile pena sequestro del blog. Solo 500 copie.

otto) Nerorgasmo EP 1985 EP autoprod. €75

Luca Abort (rip) dal furore protopunk dei BVomit  alla rabbia Hc, con la coerenza del suo nichilismo antipolitico. La leggenda vuole che la copertina contenga una goccia di sangue del leader.

9) Shotgun solution – 1983 shotgun 7” High Rise €70

Claudio Sorge iniziò alla grande la sua etichetta con il produrre questi soggetti… dopo fallì con gli altri

10) Klaxon – the kids today 1984 EP 7” autoprod.€ 70

Clash all’amatriciana. Gatefold cover e raro caso di scritta SIAE ed ancor più raro caso di pezzi cantanti in italiano migliori di quelli in inglese

11)Crash box – vivi! 1984 € 60

Non è mai troppo tardi.

12)Upside – 1984 nati per soffrire 7” €50

Vale la pena solo per l’inserto, che recita: SASSUOLO PUNX!

13)High Circle – 6 track(s) EP 1985 €50

Un disco di HC vecchia maniera ma i pezzi sono molto tirati ed alcuni dei piccoli inni. Occhio alle ristampe (blu cover).

Not moving

•ottobre 27, 2009 • Lascia un commento

not m. 2

Al tempo li avevo un pò snobbati ma risentiti adesso erano e sono spaziali per l’Italia; non per niente li avevano fatti incidere due che di musica se intendono, Federico Guglielmi e Claudio Sorge, e –per l’effetto- il Mucchio Selvaggio  e Rockerilla li pompavano all’unisono. A ragione, ripeto:  da noi all’inizio degli ’80 non si era ancora visto un fenomeno praticamente contemporaneo al rock usa, infatti se gli X avevano pubblicato il loro primo LP di  punk Rock’nRoll (non riesco a trovare altra definizione) già nel 1979, i Gun Club dal 1981 in poi procedettero nella ricerca di fusione del punk con il blues di pari passo con i Not, che a loro modo costituivano un supergruppo vista la presenza di Tony Face dai Chelsea Hotel e di Dome la muerte dai CCM. Purtroppo non decollarono mai definitivamente (es.come i Litfiba) complice anche una produzione quasi mai centrata, ma è stata una fortuna, sarebbero diventati dei dinosauri?

Proviamo a quotarli:

1982-”Strange dolls” E.P. 7″ (Electric Eye)

€ 120,00 … se lo trovate e non sarà prooooooprio una passeggiata

1983-”Movin’ Over” E.P. 7″ (Electric Eye)

€70,00.. sempre se lo trovate

1985 : “Black ‘n’ wild” MLP 12″ (Spittle)

€40,00… lo trovate con un pò di sforzo (due cover leggermente diverse)

1986 : “Sinnermen” L.P. (Spittle)

€25,00… lo trovate ma non compratelo, piuttosto comprate l’edizione nuova in cd (!horribile dictu!)  sempre della Spittle  dove è stato inserito un missaggio diverso e molto più centrato rispetto all’originario

1987 : “Jesus loves his children” MLP (Spittle)

€25,00… lo trovate, lo comprate e lo incorniciate: lì c’è spider il loro capolavoro

1988 : “Flash on you” L.P. (Electric Eye)

€ 15,00  se lo trovate prendetelo, ingiustamente sottovalutato

2003 “Land of nothing” MLP (postumo  dal 1984) (Area Pirata ed.)

€10,00 secondo alcuni la loro miglior cosa… in effetti il missaggio di p.jeffrey già EXPLOITED, rende loro definitiva giustizia

2005-“Live in the ‘80’s” CD + DVD (Audioglobe)

€15,00 dovete trovarlo, soprattutto il DVD è imperdibile!

I 15 dischi più belli del punk & post italiano (greatest italian punk and post albums & singles) Non necessariamente quelli fondamentali (Not necessarily the most importants)

•ottobre 13, 2009 • 2 commenti

wretch

punk…

Nabat- Scenderemo nelle strade ep 7”

CCCP – Ortodossia EP 7”

Gaznevada – Nevada Gaz 45

Wretched – In nome del loro potere…… EP 7”

Negazione – Tutti pazzi EP 7”

Raw Power – You are the victim LP

Skiantos – Sono un autonomo 45

Cani – Guai a voi! EP 7”

not_love

.. e post

Frigos/O_zone – Pennsylvania rain 45

Gaznevada – Sick Soundtrack LP

Stupid Set Rangoon patrol 12”

Neon – My blues is you 12”

Not Moving – Jesus loves his children EP 12”

Diaframma – Siberia LP

Stigma – Panic square  EP 7″  eh eh eh… questo non l’avete mai sentito???stigma

La censura che venne dal freddo (the censura who came in from the cold)

•settembre 29, 2009 • Lascia un commento

Parliamo di censura in musica ma non di provenienza siberiana da parte del famigerato Glavit (organo di controllo bolscevico delle arti) ma dall’innevato Canada, o meglio parliamo di autocensura operata dal più famoso gruppo punk di quella nazione, che oggi è ritenuto il vero precursore dell’’Hardcore, i D.O.A.

I quattro pubblicarono un ep a 12” agli albori del 1979 dall’invitante titolo “The triumph of the ignoroids”, analizzandone la copertina  subito ci balzano agli occhi tre elementi:

Una invitante teen ager che, accucciata, sta firmando un foglietto.

La foto di una rock band anni ’70 (dove riconosciamo  un Rod Stewart d’annata)

La scritta Let’s FUCK (lessico punk per eccellenza) a destra

Entrambi questi elementi, per ragioni affatto diverse, furono oggetto, nelle varie edizioni del disco (3+1) di censura da parte del gruppo.

Potete immaginare che la prima edizione del 12” era quella free uncensored, infatti vediamo dalla cover in bianco e nero che la ragazza era priva di slip, il volto di Rod Stewart era riconoscibile, così come la scritta fuck.

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Ma chi era la fanciulla e perchè nelle successive edizioni le sue pudenda furono oscurate?

I D.O.A. erano canadesi  e molti ricorderanno che il giovane primo ministro di allora, Pierre Trudeau, aveva una avvenente moglie Margaret, molto devota alle arti liberali del quadrivio. In prossimità del loro inevitabile divorzio la ancora Fanciulla di Stato venne sorpresa a firmare autografi ed immortalata così come la vediamo, esuberante, nella copertina della I°. Erano altri tempi e dopo le prime mille copie i D.O.A. in tour internazionale decisero di portarsi un altro migliaio di copie blu ma autocensurate per il timore di azioni legali sia nella foto della bella Margaret che del pimpante Rod, mentre la scritta appariva parzialmente coperta,  **CK .

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Seguì poi nei primi ottanta una nuova edizione in parte censurata (ma con il Rod visibile) e probabilmente neppure autorizzata dalla band, che era nuovamente in B/N e con la scritta coperta, invece, così F*CK.

III

Oggi ne esiste anche una edizione pirata in 7” priva di alcun valore collezionistico.

IV

QUOTATIONS (in rialzo)

I° € 100,00

II°€  50

III°€ 25

IV° €1

Nonno punk (intro)

•settembre 9, 2009 • Lascia un commento

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Pur se il punk ha presentato connotati musicali, scenici e culturali veramente innovativi, nulla nasce dal nulla ed ormai sono stati  individuati dalla critica musicale alcuni gruppi che, al calar degli anni ’60, hanno costituito l’ispirazione dei ribelli di dieci anni dopo. Non vorrei sembrare troppo istituzionale ed ortodosso ma  queste ascendenze devono essere nominate, pur ritenendo personalmente il fenomeno del ’ 77 un unicum nell’evoluzione musicale del rock.

Non possiamo dimenticare che la prima canzone coverizzata dal leader Jonnny Rotten aka John Lydon, nel corso dei primi provini dell’embrione dei futuri Sex Pistols,  fu Eighteen degli Alice Coooper il cui omonimo leader, proprio con questo pezzo, passò dallo status di debuttante dalla chioma phonata e giovane promessa dell’hard-glam rock, componendo uno dei riff di chitarra più potenti  mai sentiti.  Questo singolo del 1969 che costituisce proprio l’esordio della band venne pubblicato da subito in vari paesi (v.sotto l’edizione jap) ed è abbastanza ricercato proprio per la varietà di picture cover che presenta e che esamineremo in dettaglio in successivi post.

Non possono neppure essere dimenticati gli MC5 che da Detroit  imposero la violenza sonora come standard delle esibizioni live tanto che il loro ultranoto LP dal vivo Kick out the Jam è venerato, anche, in ambito collezionistico dove la versione uncensored (anche qui vi fornirò ampie delucidazioni) raggiunge buone quotazioni.

Oltre questi, altri due sono i padrini canonizzati del punk, ovvero gli Stooges di Iggy ed i Ny Dolls di Johnny Thunders, musa ispiratrice di una generazione di chitarristi… e non solo.

Insieme a questo poker per ora menzioniamo un gruppo solo da qualche anno divenuto di culto, ovvero i teuto-amercani Monks e lo scintillante Marc Bolan che militò, ancor  prima che con i T Rex, con i John’s Children che già nel 1967 erano di dieci anni esatti avanti i tempi!

Ognuno di questi gruppi merita una trattazione vinilica approfondita, nel frattempo preparatevi a questo nuovo tema del blog, il proto punk.

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Deep friùl, part 2.1

•agosto 25, 2009 • 2 commenti

impact_front

Ancora. Può sembrare strano ma questa regione all’apparenza marginale costituisce, da Pasolini in poi, un nodo centrale ed ineludibile della cultura italiana del secondo novecento: si veda da ultimo il bel film di Salvatores COME DIO COMANDA. E’ difficile infatti spiegare come un movimento di avanguardia come il punk abbia trovato in Friuli non solo una delle sue prime culle ma un bacino continuo cui attingere per alimentare l’eccellenza di questo genere (e sottogeneri vari), quantomeno con riguardo al panorama nazionale. Oltre al fenomeno Great Complotto (v. la nuova ripubblicazione in cd del Lp omonimo da parte dei tipi della Shake) ed agli apripista  Eu’s arse, altri sono stati i gruppi che da questa terra hanno assalito l’establishment musicale italiano, perdendo –ma lì sta il bello- il confronto; parliamo ancora di questo gruppo seminale da Udine e non possiamo non menzionarne lo storico split con i ferraresi IMPACT  che nel 1982  seguì di pochi mesi l’analoga operazione Wretched / Indigesti; mi risulta però strano comprendere perchè sul mercato collezionistico quest’ultimo sia venerato mentre quello da nord est di fatto negletto, visto che la side dedicata agli Impact presenta una notevole compattezza musicale unita a testi che costituiscono la summa del pensiero anarco dell’epoca, per culminare nella interessante “Giustizia”, dove la lezione Black flag risulta ben governata.

Udine però non aveva solo gli Eu’s  ma un altro paio di belle realtà, a partire da i Soglia del Dolore il cui 7” d’esordio nel 1985 ha costituito l’ultimo vero atto dell’anarco punk di matrice crassiana in Italia, poi la tendenza  verso gli schemi dell’HC USA sarebbe stata assolutamente predominante da noi.

Che dire poi dell’altro split “Vi odio” di poco più di un anno dopo (1983) dove i  triestini   Upset noise ed i Warfare di Gorizia applicarono tutta la loro maestria o meglio la loro rabbia antisociale ad un contenuto, anche visuale, pieno di suggestioni.

Gorizia che, però, poteva vantare anche il tesoro meglio custodito del punk nazionale, La Fottuttissima Pellicceria Elsa, gruppo mai approdato su vinile (e per questo semi dimenticato), che donò alla nazione un nastro di una decina pezzi dalla etichetta punk  ma già con suggestioni anticipatorie della svolta portata dai maestri Fugazi.

Qualche quotazione, lo split Impact /Eu’s si può trovare a circa € 140,00 (quello wretched-indigesti € 8/900,00) mentre quello Warfare/Upset noise ad € 100,00 (quello di qualche mese precedente “Skin and PunK “ al triplo!): conclusione… comprate furlano!

PS. La cassetta della Fottutissima pellicceria Elsa invece si può scaricare a gratis nel bel blog francese  www.paynomorethan.blogspot.com

pS2. Grazie a Radiomolotov per la segnalazione…. il caldo

Digli di smettere! (tell’em to stop now!)

•giugno 22, 2009 • Lascia un commento

bas

Digli di smettere! (tell’em to stop now!)

Solo gli addetti sanno bene che una gran parte del movimento punk era nettamente contro il consumo di ogni tipo di droga: si trattava in particolare dei ragazzi provenienti dalla seconda scena, quella degli anni ’80, che non ne potevano più di vedersi in giro i fratelli maggiori perennemente fatti. Nacque così negli Stati Uniti e poco dopo in Italia un movimento contro ogni tipo di abuso chimico, poi denominato straight edge, che rigidamente predicava l’astinenza dal consumo (anche del tabacco), avendo, forse, ben compreso come l’invasione di sostanze stupefacenti nel corso di tutti gli anni ’70 aveva, per buona parte, bruciato le intelligenze giovanili e dunque reso mere utopie (nel senso che non c’era nessuno che le portasse avanti con lucidità) le proposte nascenti dalla contestazione giovanile. In Italia in particolare, dove l’eroina, di fatto sedò i moti del ‘77  studentesco, molti gruppi hardcore ed ‘oi non esitarono a comporre brani antidroga, ecco i più noti anthem del periodo:

sono passati 15 anni ma non servono gli inganni
avete tagliato i capelli ma non cambiato i cervelli
ascoltate i discharge e andate a berlino
ma il vostro dio è sempre lo spino
marijuana punk
fricchettone riciclato
sei soltanto uno scagato
lascia stare il punk

marjuana punk degli Underage


Perchè continui con l’eroina
che non ti fa reagire
perchè continui a bucarti
e non riesci più a vedere
che c’è un’ago nelle tue vene
un’ago sporco di sangue
c’è stanchezza nella tua mente
stanchezza e pesantezza
hai perso la tua voglia di essere
la tua voglia di lottare
la tua vita è come un incubo
un incubo senza fine
Perchè continui con l’eroina
che non ti fa reagire
perchè continui a bucarti
e non riesci più a vedere
No Eroina
No Eroina è la tua rovina

no eroina dei Bloody Riot

Vedi un paradiso

che non sia artificiale

Lascia perdere la polvere di stato

Non farti illudere da quel paradiso

Paradiso è per  poco tempo

poi per  per te sarà un inferno

Basta con la polvere

Noi indietro abbiamo un passato

Noi indietro abbiamo sbagliato

Quel paradiso è un’illusione

Quel paradiso è la tua distruzione, scemo

Distruggi le tue illusioni

ma non distruggere la tua vita

Basta!

basta con la polvere dei Basta


Chiusa finale: scaricate questi brani e, nottetempo, introduceteli nell’ipod del vostro bamboccione.

sXe